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lunedì 20 dicembre 2010

Gasparri: "manifestazioni frequentate da potenziali assassini."

La Russa dice agli studenti di vergognarsi e stare zitti. Il buon Gasparri invita i genitori a non mandare i figli in manifestazione perchè "Quelle manifestazioni sono frequentate da potenziali assassini. Vanno evitate." La Gelmini suggerisce di abbassare i toni e di "recuperare il senso di responsabilità" (almeno su questo siamo d'accordo: recupera il tuo senso di responsabilità e dimettiti).
Un po' d'aria pulita da Di Pietro, se non altro: "L'unico vero potenziale assassino è Gasparri, assassino della democrazia. Governo e maggioranza continuano a provocare e tentano con la repressione di far tacere il disagio sociale. Alimentano la violenza, soffiando sul fuoco, con prese di posizione e azioni di stampo fascista. Tutto ciò è gravissimo, ed è lo specchio dei peggiori regimi. Per questo motivo, bisogna stare lontani dai vari Gasparri e non certo dalle legittime e pacifiche manifestazioni di piazza."
Ma se anche i finiani, per voce di Fabio Granata, si dicono critici (dice: "Tra fantasiose proposte di daspo per i manifestanti e farneticanti ipotesi di arresti preventivi, PdL e Lega rischiano di creare dinamiche sudamericane in Italia"), vuol dire che forse qualcosa che non va c'è davvero...?
(vorremmo, a questo punto, aggiungere un commento sarcastico alla faccenda, ma non ci viene in mente proprio nulla... e comunque, fa già abbastanza ridere così)
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Fonti: ansa.it

martedì 30 novembre 2010

In ricordo di Mario Monicelli.


Viareggio, 16 maggio 1915
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Roma, 29 novembre 2010
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venerdì 25 giugno 2010

Marcello Lippi: "La responsabilità è mia".


...meno male. Per un attimo ho pensato fosse colpa mia.

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Ma guardate al lato positivo della faccenda: adesso finalmente potremo ascoltare Seven Nation Army dei White Stripes senza pensare a Totti, Pirlo e Cannavaro.
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giovedì 24 giugno 2010

piccolo delirio...


Piccolo post (inutile e) delirante di inizio estate, con tanto di stanchezza da lavoro e tensione pre-Nazionale (nel senso di Lippi).

Ieri sera, a casa in una nottata tutto sommato tranquilla, Rabbit rimasto sulla poltrona a bere nu pò di limoncello, buono, ed a guardare in Tv quella gran gnocca della Audrey, mignotta di lusso in Colazione da Tiffany, film molto bello, divertente e commovente allo stesso tempo, passato alla storia come fedele specchio di una certa società di una certa America pre-crisi. Anche se una cosa ci ha lasciati l'amaro in bocca: nel film, i protagonisti non fanno colazione da Tiffany's!!!! Eeeh, lo so, ci siete rimasti male anche voi. (a dire il vero, Audrey mangia una ciambella davanti alla vetrina, durante i titoli di testa, ma sappiate che coloro che si aspettano una vera e propria colazione, come si deve, rimarranno delusi).


Un pò come quando vi siete accorti che in Arancia Meccanica non c'era alcuna traccia di agrumi, o che il titolo Pasto Nudo lasciava pensare a tutt'altro film... (ok, e questa è una citazione dai Simpson).

Ok, fine del delirio. Ma quant'era bella la Audrey....

giovedì 10 giugno 2010

il suo nome è Cosimo Manfreda, ed è un eroe.

Oggi è il 10 giugno 2010. Oggi, in Italia, nella nostra piccola, xenofoba, razzista, odiosa, vanitosa, sonnolenta e bulimica italietta sono successe tante cose. Sono successe tante cose nella nostra splendida, verde, colta, laboriosa, amata Italia.
Oggi si celebra l'anniversario dell'entrata in guerra, disgraziato proclama di un uomo troppo piccolo che voleva sentirsi troppo grande, che oggi ha in chi ci guida una ridicola, rimpicciolita fotocopia. Disgraziata ode alla venuta del mondo nuovo, voglia di posti al sole che tanti lutti addusse all'italiani. All'Italia di mogli, madri e figlie che han pianto. Oggi c'è la festa dei marinai, che nelle loro candide uniformi marciano sotto il sol leone, e salutano il Presidente Comunista in piedi accanto al Ministro Fascista. Presidente che firma, firma, firma leggi e leggine e leggette, come quella passata oggi appunto, 10 giugno 2010, anniversario dell'entrata in guerra, seconda guerra mondiale. La legge passata oggi che tanto odora di ventennio e che poco fa sperare per il futuro, legge grazie alla quale molti scrittori, giornalisti, intellettuali (tutti migliori del vostro umile Rabbit, tutti più accreditati e più bravi del vostro umile Rabbit) non potranno più lavorare. Non potranno più scrivere. Rischieranno di andare in galera se parleranno di cose scomode, di cose che non piacciono al piccolo erede del piccolo uomo, che crede di essere un grande Napoleone contemporaneo. Che crede di poter fare e dire tutto quello che vuole.
Oggi, in Italia sono successe tante cose, tant'altre ve ne sarebbero da raccontare, di madri infermiere che rapiscono i bimbi d'altre donne, di donne violentate e uccise, di preti denunciati che pagheranno, speriamo, le loro pene all'inferno, o almeno così ci ha promesso Madre Chiesa. Oggi però, un nome su tutti deve restare nella memoria: questo nome è Cosimo Manfreda, operaio morto mentre faceva il suo lavoro, a Brindisi, nell'esplosione di un serbatoio, mentre faceva il suo lavoro. Lavoro umile, nobile, faticoso. Lavoro dignitoso. Lavoro da eroe. Cosimo si unisce ai tanti, troppi altri che perdono la vita, ogni anno, ogni mese, ogni settimana in italia.
Disgrazia. Fatalità. Incidente. Più o meno gravi colpe, valle a cercare adesso. Vai a indagare. Vallo a dire alla famiglia di Cosimo di chi è la colpa. Vallo a dire a Cosimo che è stato un incidente.
"Così è la vita" direbbe Kurt Vonnegut.
Cosimo Manfreda è morto, viva Cosimo Manfreda, dice Rabbit.
Ma tanto, domani ci saremo già dimenticati di lui, da domani per qualche settimana i problemi saranno altri, e allora le morti bianche di Cosimo e dei suoi compagni di sventura passeranno in secondo piano, mentre torneremo, noi italiani, a domandarci se Andrea Pirlo recupererà in tempo, e perchè Lippi non ha portato anche Francesco Totti al mondiale, e se davvero gli azzurri quest'anno se la caveranno.
Rabbit non ti conosceva, Cosimo. Rabbit nemmeno sapeva chi tu fossi, fino ad oggi. Rabbit ti saluta, Cosimo, te e i tuoi familiari. Ci vediamo dall'altra parte.

mercoledì 10 febbraio 2010

Hanno catturato i Pirati...


La notizia è terribile. E colpisce il vostro Rabbit con la violenza con cui un martello schiaccerebbe una nocciolina si di un incudine.
Veramente, ragazzi, siamo sconvolti.
Di cosa stiamo parlando? Come probabilmente molti di voi avranno capito dalla fotografia qui accanto, stiamo parlando del terribile, luttuoso evento che ha (nuovamente) colpito tutti noi, per l'ennesima volta: i Pirati hanno chiuso.
Il sito Pirate Bay è stato (nuovamente) oscurato agli utenti italiani, come già successe nell'anno orribile 2008.
Oscurato. Chiuso. Censurato. Kaputt. Sayonara.
Certo, questa non è la prima volta che il regime commerciale* ci impone simili bavagli, certo non è la prima volta (e non sarà certo l'ultima) che la libera informazione e la libera circolazione di file, dati e informazioni su internet è minacciata dai soliti noti. E certo, anche questa volta siamo sicuri che il bene trionferà e che l'oscuramento sarà solo temporaneo. E certo, già in internet circolano dritte per evitare i blocchi o per scaricare da altre fonti.
Certo, certo.
Però, nel frattempo, è il solito giramento di maroni...

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* Regime commerciale. Dittatura capitalista. Nuovo Ordine Economico. Un sistema che vuole, pretende, esige di trasformare tutto quanto in mercato. Tutto quanto in commercio. Se qualcosa non è commerciabile, se qualcosa non posso venderlo (e tu non puoi comprarlo), allora non può, non deve esistere. In questo sistema tutto è in rapporto alla sfera economica, tutto quanto diviene, per dirla con Jeremy Rifkin, un mezzo, uno strumento per vendere. Per vendere oggetti, per vendere servizi. Per vendere stili di vita. Trasformando tutti noi in ostaggi delle agenzie di marketing. Tutto quanto non rientra in questo sistema, tutto quanto non è controllabile, tutto quanto non è commerciabile (come i nostri amati Pirati) non deve esistere.
Vi sarete accorti che dietro all'(ennesimo)attacco nei confronti dei pirati ci sono i soliti noti... Dico, ve ne sarete accorti, no....? I soliti noti che vogliono passi solo quello che loro decidono debba passare...

giovedì 6 agosto 2009

2012, la Fine del Mondo. Ma, in fondo, perchè aspettare?


In questo periodo (e presumibilmente ancora per un paio d'anni) non si fa altro che parlare del calendario Maya e del 2012, data in cui dovrebbe finire il mondo "così come lo conosciamo". Gli scaffali delle librerie son pieni di libri, più o meno seri, più o meno (fanta)scientifici, sull'argomento, e un certo cinema non si sta lasciando scappare l'occasione per tirar fuori pellicole ad alto tasso di testosterone e di effetti speciali.

Ammettiamolo, anche i più scettici qualche domanda cominciano a porsela.

Poi, uno, guardandosi attorno, si rende conto di un agghiacciante particolare: in realtà la fine del mondo c'è già stata. Solo che non ce ne siamo accorti.

Basta accendere la tv o sfogliare un qualsiasi giornale, e si vede solo decadenza, crollo dei valori, morte, sangue, sesso, prostituzione (fisica ed intellettuale). Programmi televisivi che sembrano i simposi-scannatoio della Roma decadente. Nessuno, oggi, guarda più in là del proprio naso, e pazienza se il mio vicino di casa sta schiattando o non riesce a pagare le bollette o non ha da mangiare, io ho pagato la mia tesserina premium e c'ho la partita dell'Inter da guardare. Giovani disoccupati o precari (categoria in cui mi inserisco anch'io) che a 30 anni vivono dai genitori perchè non possono permettersi nemmeno l'affitto di un monolocale in periferia. Zero prospettive per il futuro. Zero futuro. A 30 anni mio padre aveva già me, io ho solo un paio di polmoni affaticati dalle migliaia di Barclay (ormai Kent) fumate e un contratto di lavoro che scade il 30 di settembre. Poi lo credo bene che i quindicenni s'ammazzano di alcool, li capisco anche. Abbiamo un governo che avvantaggia la scuola per ricchi, fondi per la ricostruzione in Abruzzo a ditte di amici degli amici di tizio, caio e semproneo che poi alla fine sono sempre i soliti (quelli che, per intenderci, costruiscono ospedali, scuole e cavalcavia con cemento tarocco...). Si sta cercando di creare una società fatta di 'compartimenti stagni', in cui il figlio dell'avvocato fa l'avvocato, il figlio del notaio fa il notaio, il figlio dell'operaio fa l'operaio (basti pensare al programma di assunzione delle Poste, che prevede vantaggi per i figli di chi ha lavorato alle Poste... Inquietante...). Stato di guerra permanente in Medio Oriente. Se Gesù Cristo rinascesse oggi, certo non aspetterebbe i 33 anni per farsi crocifiggere: si suiciderebbe molto prima. E poi "perdonali Padre, perchè non sanno quello che fanno. Anzi, no, Padre, ci ho ripensato: spacca tutto come hai fatto con Sodoma e Gomorra, che è meglio..."

Anche nel mondo dell'arte, della musica, dello spettacolo, non si fa nulla di nuovo, tutti i libri, i film, le opere d'arte altro non sono che rimasticazione di cose già fatte, già viste, già sentite. Va avanti chi conosce, possono fare solo 'i figli di', e gli altri che s'attacchino. Burri e Lucio Fontana hanno ceduto il passo a Maurizio Cattelan. Negli anni '90, in Italia, avevamo i Timoria che suonavano Senza Vento e i Litfiba con i video di Gioconda e Spirito, mentre oggi spopolano Marco Carta e Giusi Ferreri. Marilyn Monroe e James Dean sono stati sostituiti da Paris Hilton (Paris, Hilton, cazzo!), mentre i giovani, al liceo, preferiscono Moccia a Pasolini. I film e i telefilm sono solo remake, reboot e scopiazzature (rigorosamente di livello più basso degli 'originali'). L'elenco potrebbe continuare, ma, come si dice, I think I've made my point.

Ripeto: il 2012 non ci sarà nessuna fine del mondo. La fine del mondo c'è già stata. Solo che non ce ne siamo accorti.

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lunedì 20 luglio 2009

Il Sorgere della Luna sul Mare


Prendo in prestito il titolo di un famoso dipinto di Caspar David Friedrich, datato 1822, per dare l'intestazione al post odierno.

Il Sorgere della Luna sul Mare.

Quella Luna che da millenni ci affascina, ronza silenziosamente attorno al nostro piccolo e praticamente innocuo pianeta, illumina le nostre notti e i nostri sogni con il suo pallido candore. Quella Luna che è da sempre fonte di ispirazione per poeti, filosofi, musicisti e artisti. L'elenco di opere d'arte che si rifanno al nostro piccolo satellite è pressoché infinito, e va dall'Op.27 n.2 del nostro (affezionatissimo) Ludovico Van, che egli stesso definisce 'Sonata Quasi una Fantasia', fino ad arrivare al pezzo 'pop' Man on the Moon dei R.E.M., passando per Jules Verne, i Pink Floyd (The Dark sidof the Moon) e Arthur Clarke. Ma potremmo scrivere pagine e pagine e parlare di Goethe, di lupi mannari e perfino di Mina.

Quella luna che, il 20 luglio 1969, abbiamo raggiunto e, come disse il buon Tito Stagno, "toccato" con piede. Realizzando finlamente quella passeggiata che Verne e tanti altri avevano potuto solo sognare.

Quella luna che, il 20 luglio 1969, ha forse deluso un pò tutti, mostrandosi finalmente per quello che in effetti è: un sasso.

C'è forse della sottile ironia in tutto questo... Ed è forse per mascherare la delusione che, in questi 40 anni, se ne sono dette di tutti i colori sullo sbarco dell'uomo sulla Luna, arrivando perfino a ipotizzare che l'intero evento fosse stato pianificato a tavolino e ricostruito su di un set a Hollywood.

C'è forse della sottile ironia nella completa, totale (e impietosa) aridità di quella Luna che tanto, nei secoli, ha scaldato gli animi di poeti, pittori, sognatori e romantici di ogni tipo... Viene da sorridere pensando a questo, viene da sorridere e la mente non può che tornare al solito, onnipresente Douglas Adams... "c'era un senso in questa storia, un senso che però al momento sfugge alla mente del cronista." (da Addio, e grazie per tutto il pesce, 1984).

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Vi lascio, e vi saluto, con il testo della targa deposta sul suolo lunare dai membri dell'equipaggio dell'Apollo 11:


"Qui uomini dal pianeta Terra fecero il primo passo sulla Luna. Luglio, 1969 d.C. Siamo venuti in pace per tutta l'umanità."

venerdì 19 giugno 2009

Non Preoccuparti del Mondo: la vetrina da BookStop e i ricordi


Il grande giorno è vicino. Domani, a quest'ora, sarò in uno stato di completa alterazione emotiva, facilmente sarò già ubriaco fradicio, giacché mancheranno un paio d'ore alla presentazione ed all'ufficializzazione di Non Preoccuparti del Mondo.

Stamattina ho fatto un ultimo sopralluogo al caffé letterario, e sono rimasto molto colpito dalla vetrina che Moira e Marina hanno preparato per l'occasione: un'intera vetrina dedicata al mio romanzo, e le parole "non preoccuparti del mondo" scritte sul vetro con un pennarello nero, con una grafia indecisa, un pò naive, un pò graffiti, proprio come se fossero scritte sui muri di una metropoli del domani, proprio come se le avesse scritte il giovane Alexander di suo pugno.

Inutile dirvi l'effetto che il vedere quella frase lì così, isolata dalla copertina, dall'immagine o dal bianco delle mie pagine ha avuto sulla mia psiche già di per sé traballante.

Sono commosso.

Grazie ragazze, davvero. Siete due angeli.

Grazie anche a Davide Zedda ed a Roberto Sanna, senza il cui aiuto ora non sarei qui a scrivere queste righe.

Grazie a Giancarlo Pugliese, autore della splendida copertina (chi l'ha detto che "non si giudica un libro dalla copertina"? la mia Prof. d'inglese, al liceo, soleva dire: "l'abito non farà il monaco, ma di certo ne è il biglietto da visita." Saggia donna, la Prof. Andreoletti).

Grazie a FAM, e lei sa perchè.

Grazie a tutti quelli che domani ci saranno (ma anche a quelli che vorrebbero esserci ma non potranno).

*

La memoria ora torna a tanti anni fa, quasi dieci, a quando scrissi le prime righe del romanzo.

Lavoravo part-time in una videoteca, in Piazza Arnaldo a Brescia, era un piovoso mercoledì sera e non avevo clienti. Non c'era molto da fare. Mi sono messo lì, attaccato al computer, un film che girava in sottofondo sui monitor del negozio (non ricordo nemmeno quale), ho aperto un file Word ed ho, quasi per gioco, scritto qualcosa del tipo: "Finalmente, dopo ore di corsa, di fatica, sudore e paura, dopo ore di sguardi, pensieri ed emozioni e gesti e parole e sentimenti tutt'altro che amichevoli, finalmente, la pace. Il riposo garantito dalle tenebre, dolce oblio della coscienza. O almeno così aveva sperato: un istante dopo essere sprofondato in un leggero sonno, cominciarono le voci..." *

Il resto, vale a dire come-è-andata-a-finire, lo sapete anche voi.


Per citare il grande Kurt Vonnegut, a questo punto vi dico che "vi amo tutti, figli di puttana".

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* da Non Preoccuparti del Mondo, pag.19

giovedì 11 giugno 2009

Non Preoccuparti del Mondo: prime recensioni online


La frase Non preoccuparti del Mondo comincia a gironzolare, a rimbalzare, a riecheggiare per la rete. Comincia a invadere le vetrine di negozi, pub e locali della nostra amata Brescia. La si sente sussurrare, ormai non più solo dalle voci di chi conosce l'autore, e sempre più persone si domandano cosa significhino queste enigmatiche parole...


"...parole che riaffiorano dalla memoria, già pronunciate da qualcun altro in un'altra occasione. Ma da chi? E quando? Una ninna-nanna, un incoraggiamento, un augurio... La voce che aveva pronunciato quelle parole, l'unica che Alexander non era mai riuscito ad identificare, non era mai riuscito a ricordare..."


E' con immenso piacere che posto su questo blog il link al sito anobii.com, all'interno del quale il buon Roberto Sanna ha scritto e pubblicato la sua recensione del volume.

Sono state conferite al romanzo tre "stellette" su quattro, una valutazione ottima per un autore esordiente ma agguerrito, che ha tutta l'intenzione di conquistarsi (a gomitate se necessario) un posto nel cuore degli appassionati di fantascienza, ma non solo.





lunedì 8 giugno 2009

Presentazione del romanzo Non Preoccuparti del Mondo



Sabato 20 Giugno 2009, alle ore 18.30 presso i locali del Caffé letterario BOOKSTOP - Libri & Caffé, in Via Leonardo da Vinci n. 5 a Brescia, Raffaele Chiarulli presenterà il romanzo NON PREOCCUPARTI DEL MONDO, scritto da Luca Micieli e pubblicato da LaRiflessione - Davide Zedda editore.


Alla presentazione sarà presente l'autore.


Dalla "quarta" del volume: In una Los Angeles del futuro, dopo una guerra globale in cui l’utilizzo di devastanti armi chimiche e genetiche ha decimato la popolazione, nuovi problemi sociali ed economici si sono aggiunti a quelli vecchi, tutt’altro che sopiti.Ricchi e potenti Signori del Mercato, dall’alto delle loro torri di cristallo, si spartiscono fette sempre più ampie di potere e, mentre il progetto per la colonizzazione di Marte muove i primi passi, le masse sono costrette ad una vita di stenti negli slums, in un mondo in cui una nuova forma di razzismo, il biorazzismo, rischia di diventare una piaga sociale senza precedenti.Joss Lowe, un cacciatore di taglie dalla dubbia moralità, viene assoldato dalla yakuza per mettersi sulle tracce di un giovane mutante di nome Alexander, fuggito dai laboratori medici in cui era tenuto prigioniero. Che cosa si cela in realtà nella preziosa mente del giovane psionico? Qual è il segreto che tutti bramano conoscere?


*


Attraverso caleidoscopiche visioni, Non preoccuparti del mondo ci accompagna in un viaggio attraverso una realtà estremamente mutata, nei colori, nei suoni, negli odori. È un mondo che si sente sulla pelle quello raccontato dall’autore: privo di certezze, dove niente è quello che sembra, ed in cui solo ricorrendo alla propria coscienza i personaggi saranno in grado di uscire da una situazione apparentemente disperata.

mercoledì 3 giugno 2009

Non Preoccuparti del Mondo: copertina e locandina


Finalmente!

Dopo settimane di trepidante attesa, sono arrivate le LOCANDINE per la presentazione del libro!!!

Eeeeeeeeeh no, cari miei, non anticipo nulla sulla data della presentazione e quindi sull'ufficiale distribuzione del suddetto volume... Per il momento, fatevi venire l'acquolina in bocca con l'immagine di copertina, realizzata da quel geniaccio di Giancarlo Pugliese, grafico facente parte dell'organico di Mentezero, regista e animatore 3D (...dimentico qualcosa?).

L'immagine è un fotoritocco, o un montaggio digitale, o come accidenti si chiama quel tipo di lavoro (non è che io ne capisca molto...).

Vi confesso che mi piace davvero molto, e non solo dal punto di vista estetico: Giancarlo è riuscito a condensare in un'unica immagine i "punti salienti" del romanzo, dall'aspetto decadente delle ambientazioni a quella sorta di "disillusa disperazione" che, inesorabile, permea gli animi dei personaggi raccontati nella storia.

Sciacquatevi gli occhi con l'anteprima della copertina allora, e mentre vi lascio all'immagine (smetto di parlare così potete gustarvela) rinnovo i ringraziamenti e i complimenti a Giancarlo per il lavoro svolto e per gli utili consigli che sa sempre darmi.

mercoledì 13 maggio 2009

Enjoy Coca-Cola. Always.


Consigli per gli acquisti.
Tra una trasmissione televisiva e l'altra, il che vale a dire nell'intervallo pubblicitario che separa il Tg3 da Blob, mi sono imbattuto in uno spot agghiacciante.

No, no, non mi riferisco ad uno spot elettorale di "chi-sapete-voi", sto parlando dell'ultimo commercial della Coca-Cola, quello che sembra il cartone animato disegnato da una bimba.

Sì, sì, quello che dice "Ciao, sono Sara (o come cavolo si chiama lei) e abito a Pisa. Dicono che c'è la crisi..."

Appunto.

Dicono che c'è la crisi.

Vi siete accorti di quanto sia offensivo questo spot?

Vi siete accorti di quanto sia fuori luogo?

La pubbicità (sempre in teoria) racconta della famiglia "media" italiana, e descrive la crisi come il rinunciare ai piccoli lussi della vita, il weekend fuori porta, la vacanzina, la cena al ristorante in centro, il caviale (il caviale, Santo Dio, il caviale, il CAVIALE!!!). Quello che io mi chiedo è, semplicemente: ma chi ha pensato e scritto il testo di qeusto spot si rende minimamente conto di come vive la famiglia media italiana???

Qui il problema non è tanto rinunciare al weekend in barca, o al caviale (di nuovo: il CAVIALE!)... Qui stiamo parlando (sulla pelle) di famiglie che non arrivano alla fine del mese! Anzi, che non arrivano a metà mese! Stiamo parlando di disoccupazione, precariato, zero prospettive per il futuro, intere generazioni di giovani destinati a fare i camerieri e le commesse (rigorosamente sottopagati e con contratti a termine/chiamata/collaborazione/chi-più-ne-ha-più-ne-metta)... Altro che caviale!

No, dai, seriamente... Non si può scherzare su queste cose...

Mi auguro davvero che i colletti bianchi della Coca-Cola si rendano conto di quanto questo commercial sia fuori luogo e ordino che non venga più messo in onda...

Tra l'altro, oltre al "leggerissimo" errore di valutazione nel descrivere gli effetti della crisi sui nostri portafogli, siamo di fronte ad un commercial (uso l'inglese, così magari mi capiscono...) che, alla fin della fiera, lascia passare un messaggio del tipo:

"Non ce ne frega un cazzo se c'è la crisi. Davvero, non ce ne frega un cazzo se non c'hai i soldi per mangiare o per pagarti l'affitto, non ce ne frega un cazzo se sei disoccupato o in cassa integrazione e non riesci ad arrivare alla fine del mese. No, non ce ne frega un benemerito cazzo: l'importante è che continui a bere Coca-Cola."

Ma tanto, la piccola Sara (o come cavolo si chiama lei), la bambina dello spot, ci assicura che sulla sua tavola regna sempre la felicità.

Che non c'è bisogno di chissà cosa per essere contenti.

Ecco, state tranquilli.

Non preoccupatevi.

State zitti, siate felici e godetevi la vostra Coca-Cola. Sempre.
Il commercio, ormai, è alla base della nostra società. Tutto quanto è mercato, tutto quanto è compravendita, tutto quanto è commercio. Ogni cosa, ogni rapporto umano ridotto ad una mera transizione numerica. E se è vero, come è vero, che "la pubblicità è l'anima del commercio", allora forse la pubblicità è l'anima della nostra Società.
Che culo.

lunedì 20 aprile 2009

Si è spento James G. Ballard


Ieri mattina, all'età di 78 anni, se n'è andato James G. Ballard, scrittore. Scrittore che definire "di fantascienza" o "di genere" sarebbe riduttivo, dal momento che nelle sue pagine ha saputo, nel corso dei decenni, incanalare le angosce, le paure e gli incubi della società contemporanea: dal catastrofismo del "no future" tipico degli anni '70 (e ricordiamo opere come Terra Bruciata, Il mondo Sommerso o Foresta di Cristallo) tanto per dirne alcune, al disagio della società borghese nel mondo contemporaneo (da Millennium People a Super Cannes fino ad arrivare all'ultimo Regno a Venire, forse un pò lezioso e "di mestiere" ma comunque affascinante e puntuale).


Il Condominio, però, rimane il mio romanzo peferito di questo strepitoso autore, romanzo che consiglio vivamente a tutti di leggere, soprattutto a quelli che credono che la nostra società sia la migliore possibile . . .


Buon viaggio Ballard, ci mancherai tanto. E non riesco a fare a meno di immaginare il tuo spirito in quest'ultimo viaggio, mentre ""[...] si perse completamente, seguendo le lagune che si susseguivano verso sud nella pioggia e nel calore sempre più intensi, attaccato dagli alligatori e dai pipistrelli giganti, un secondo Adamo alla ricerca dei paradisi dimenticati del sole rinato."" *



* Da Il Mondo Sommerso ( James G. Ballard, 1962 )


martedì 7 aprile 2009

Come in un libro di Ballard

Certe volte la vita è proprio strana. Certe volte avvengono fatti talmente strani che sei portato a chiederti: "ma sarà un caso?" Altre volte, invece, ti dici "lo sapevo" e, come una novella Cassandra, ti ritrovi ad aggiungere "lo sapevo ma tanto nessuno mi avrebbe creduto".
Che non è, in fondo, quello che fa ogni autore di fantascienza?
Ogni autore di fantascienza "seria", direi.
Capita che tempo fa, in un mercatino, ho recuperato un vecchio Urania del 1979, ovvero Terra Bruciata di J. G. Ballard. Lo sto leggendo ed ecco che ieri, improvvisamente, giornali, internet e Tg sono riempiti di immagini e notizie che sembrano raccontare le vicende del dottor Ransom...
Strade ricoperte di polvere, città evacuate, mancanza di cibo ed acqua... Addirittura accenni, su di un sito internet, a presunti atti di sciacallaggio (i cannibali descritti da Ballard nel suo inquietante affresco).
Poi mi sveglio, mi accorgo che i telegiornali non stanno raccontando dell'imminente uscita di un film tratto da Terra Bruciata bensì del terremoto avvenuto in Abruzzo.
Mi sveglio sperando di stare ancora sognando.
Mi sveglio, e mi rendo conto di quanto peggio possa essere la vita rispetto ad un romanzo di fantascienza...
E' vero, il più delle volte gli autori di Sf (Bradbury, Clarke, Dick, Ballard) o gli artisti (basti pensare a Stelarc) sono profeti, e raccontano con qualche decennio di anticipo situazioni destinate inesorabilmente a verificarsi.
Purtroppo, però, a volte è la realtà a superare la fantasia...

Peccato solo non poter smettere di leggere questo romanzo che è il mondo.